Internet of … EveryThings

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Un evento molto partecipato!
Si è conclusa ieri la seconda edizione di Internet of Everything Italian Forum di CISCO. Un evento che già lo scorso anno ha riscosso una notevole partecipazione: questo fa capire la propensione delle persone all’apprendimento, alla formazione, persone che hanno il desiderio e vogliono imparare, esser partecipi e viaggiare nella stessa direzione dell’era Digitale evitando l’ignoranza ovvero la mancanza di interesse verso un tema in ormai diffuso e soprattutto che coinvolge e avvolge le nostre giornate lavorative e personali.

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Ho avuto la fortuna di seguire l’evento in Live Streaming con la partecipazione attività in Live Twitting con hasthag #ioeforumita. E’ stato un evento a dir poco fantastico e molto partecipato che mi ha permesso non solo di apprendere le conoscenze del cambiamento in cui ci troviamo ora ma mi ha dato anche l’opportunità di conoscere #socialfriends: questi i frutti della Rete in termine di apertura, condivisione, engaging, linguaggio semplice…

Crescere DIGITALIANI | Internet, il cambiamento continua” – questo il titolo che è stato cappello dell’intero evento organizzato da CISCO con la collaborazione di Intel. Cosa racchiude questa frase e come è stato sviscerato l’argomento? Tanti i Tweet come altrettanto sono stati gli interventi di relatori che non solo hanno portato la loro esperienza ma si sono calati nel vivo della propria azienda e/o operato portando una testimonianza solida agli ascoltatori.

Mi capita spesso di parlare con le persone e per chi “non se ne intende” è difficile partire parlando dall’Internet delle Cose … o dell’Internet di ogni cosa perché sembra quasi un arrivo rispetto al viaggio a cui stiamo attivamente partecipando. Ma non è così! Internet of Everything / Everybody / Eployment: è l’Internet di tutte le cose, di tutte le persone, delle attività, delle scuole, del lavoro. Parliamo di un mondo interamente connesso dove al centro ci deve essere la PERSONA e per persona, si intende ognuno di noi. Stupore e interesse verso un fenomeno globale che ruota attorno a noi, che ruota attorno a tutti: dagli uffici alle aziende, dalle scuole agli enti pubblici e noi non possiamo rimanerne fuori e lasciare che l’indifferenza e l’ignoranza ci avvolgano. Il vero valore dell’IoE è il miglioramento della qualità di vita delle persone perché non c’è IoE se non c’è miglioramento delle condizioni di vita. Entra in scena la scuola, il mondo della formazione da dove partiamo tutti: è da lì che bisogna cambiare. Spiega Dianora Bardi “è impossibile insegnare oggi, e pretendere di entrare in relazione con i ragazzi senza il digitale solo con metodi di insegnamento frontale”.

La tecnologia e i dati, non sono tutto. Dipende sempre dall’utilizzo e dalle informazioni che ne derivano. Spiega David Bevilacqua “Oggi sono l’1% dei dati viene trasformato in informazioni”. Purtroppo i dati che tra l’altro sono una delle enormi potenzialità che possediamo, non stanno esprimendo tutto quel che dovrebbero: questo significa che le tante informazioni di cui siamo in possesso, non arrivano alle persone giuste / al momento giusto / sul giusto device. Stiamo parlando di limiti: limiti che devono esser superati se vogliamo sopravvivere a questo enorme cambiamento!  Continua Bevilacqua “Il problema non è avere strumenti e connettività di rete ma capire cosa fare dei dati e come usare al meglio le tecnologie”. La ricetta, per Banzi, è questa “good, clear, fair, buono, pulito e onesto”. Una tecnologia con queste caratteristiche, permette la realizzazione dell’IoE orientato alle persone nucleo centrale dell’IoE! 🙂 L’IoE non esiste senza persone che sappiano di tecnologie e che declinino le proprie conoscenze all’interno degli enti presso cui lavorano. Termina Bevilacqua dicendo che “nei prossimi 10 anni, mancheranno 2mln. di figure esperte nell’ICT”.

“L’IoE è una grande opportunità” afferma Agostino Santoni (CEO Cisco) “il tessuto imprenditoriale è fatto di PMI che oggi stanno soffrendo per la concentrazione dei consumi che si traduce in una stagnazione del PIL. A questa situazione molte aziende hanno risposto internazionalizzandosi: grazie all’IoE le piccole aziende sono molto più veloci in un mercato interconneso”. La connessione tra aziende, il network di idee e informazioni consente a diverse realtà di aumentare non solo la propria conoscenza ma anche la possibilità di difendere il proprio valore. E’ tempo di smetterla di piangersi addosso: in Italia le opportunità ci sono! Anche l’Italia può giocare la partita perché come afferma Santoni “la rivoluzione è in atto, il nostro Paese può fare l’IoE e abbiamo a disposizione incredibili strumenti per crescere ma la condizione per produrre un cambiamento duraturo è che le persone abbiano la capacità di comprenderli, l’abilità per utilizzarli e i mezzi per immaginare e realizzare il futuro”.

Negli ultimi tempi, nell’ultimo periodo abbiamo visto una notevole accelerata per l’IoE. Nemmeno il mobile ha subito un’accelerazione simile che pensiamo che ci sono voluti 30 anni perché la rivoluzione diventasse qualcosa di davvero incredibile. E poi l’avvento e l’utilizzo dei Social Network (20 anni di Facebook – per esempio -). Afferma Santoni “la rivoluzione è in atto, il nostro Paese può fare l’IoE e abbiamo a disposizione incredibili strumenti per crescere ma la condizione per produrre un cambiamento duraturo è che le persone abbiano la capacità di comprenderli, l’abilità per utilizzarli e i mezzi per immaginare e realizzare il futuro”. L’IoE è cominciato. L’IoE è in corsa ma in quale modo è cominciato? Bevilacqua ne da una prima spiegazione “dando ampio spazio al mondo consumer ma lo scorso anno quello che abbiamo notato è stato un progressivo spostamento verso il mondo del manufacturing e all’automazione industriale. Le aziende hanno prestato molta attenzione facendo anche importanti investimenti”.

Viene poi introdotto un nuovo concetto e una nuova figura: Chief Digital Officer o meglio definito come CDO. Chi è? Di cosa si occupa? Il CDO deve essere una persona che conosce il business, conosce l’azienda interpretando e vivendo il ruolo dell’IoT, è colui che è web-oriented e che conosce i processi dell’IT; dobbiamo cambiare il metodo di approccio alle aziende del futuro: nel futuro, le aziende saranno tutte tecnologiche e si focalizzeranno su diversi ambiti come il mercato delle automobili (si pensi alle prime notizie delle automobili che parcheggiano da sole come le Audi o alle auto di Google che non hanno bisogno di un pilota…), ai prodotti finanziari, … Gli elementi coinvolti sono quindi molti ma ben definiti volti a portare la ripresa di questo Paese in ambito Digitale. Il Digital svolge un ruolo davvero molto importante nell’avvento dell’IoE perché connette persone, dispositivi e dati cambiando il lifestyle delle persone, dell’intera popolazione. Spiega Santoni “la trasformazione è indispensabile, così come è imperativo cambiare il modo con cui si sviluppano le competenze ma anche i processi industriali e quelli di tutta la PA”. IoE aumenta così la produttività e l’efficienza, riduce i costi e crea nuove forme di innovazioni.

Mi sono stoppato un attimo perché volevo trovare un’immagine che andasse a definire e rappresentare quanto detto fino ad ora e dopo averne scremate un pò, ecco quella giusta:

internet-of-things-IoT

Che ne pensate? Avete anche voi la stessa impressione?

La sfida a cui siamo chiamati oggi è trasformare le informazioni in azioni: la nuova rivoluzione delle aziende / un mercato che cambia. More connected devices than people / nel 2020 i device per ogni persona saranno circa 6. Tra il 2003 e il 2010 (per esempio) le cose collegate hanno sorpassato il numero di persone collegate: notevole come dato! E in questo processo di innovazione, le persone devono esserne parte perché l’avvento della tecnologia non diminuisce / annulla posti di lavoro ma al contrario, ne crea e lo afferma Santoni “nei prossimi cinque anni serviranno 180mila esperti di ICT”.

Mi piace concludere questo articolo pensando all’Expo che aprirà i prossimi mesi a Milano. L’evento di CISCO sull’IoE è anche un cenno al concetto di smart city perché come spiega Bevilacqua “la smart city è il luogo in cui l’IoE si fa concreto, tangibile e realmente utile per le persone. Il vero valore dell’IoE è mettere in relazione non solo le cose tra loro: la connessione a Internet di per sè produce semplici dati, ma il vero salto avviene quando connetti persone, cose, dati e processi per trasformare i dati in informazioni e le informazioni in conoscenza. Perché è dalla conoscenza del territorio, ad esempio, che arrivano le azioni più adeguate a supporto. La smart city in questo senso è la più chiara esemplificazione di cosa sia l’IoE”.

Creiamo oggi
il nostro domani!

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Disponibile qui il Live Twitting #ioeforumita

ioeforumita_twitter

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Congratulazioni ancora una volta a CISCO per l’organizzazione e la professionalità con cui ha creato e dettagliato questo evento!

See you next year 🙂
Fabio

 


 Fonti e Link

Live Twitting #ioeforumita
Sito dell’evento ufficiale: IoEforumita

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On 29 Gennaio 2015
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